A VISION OF EUROPE

"L' ALTRA MODERNITA' 1900 - 2000"

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a cura di GABRIELE TAGLIAVENTI

e con l'introduzione di

S.A.R. IL PRINCIPE DI GALLES

 

H.R.H. THE PRINCE OF WALES

Prefazione


"A Vision of Europe" è sorta nello stesso tempo in cui io ho pubblicato i miei pensieri su l'architettura e l'urbanistica, in maniera un po' esitante, qualche anno fa in "A Vision of Britain".
Negli otto anni passati dalla sua fondazione, "A Vision of Europe" sembra aver conseguito notevoli risultati, sicché essa può oggi riunire con regolarità persone illuminate provenienti da ogni luogo per un proficuo scambio di idee fra di loro.

É incoraggiante sapere che ci sono centinaia di architetti e urbanisti in tutto il mondo interessati a recuperare e riapplicare i metodi già adottati per la formazione del nostro ambiente urbano; ovviamente, sono ancora numeri piccoli in confronto alle migliaia che invece considerano il passato, nel peggiore dei casi, come cosa irrilevante -o, nel migliore, come l'espediente per un approccio al progetto del tipo "prendi e mescola"-, ma quanto più si riesce a costruire bene, quante più alternative "concrete" possono essere offerte, tanto più questi pochi avranno un'influenza positiva.

Inoltre, "A Vision of Europe" ha dimostrato di essere molto efficiente nel diffondere il messaggio mediante una successiva versione della mostra che inaugurai nel 1996, da allora continuamente itinerante in Norvegia, Belgio, Germania, Spagna e Portogallo, e con mète ancora più alte giacché questa nuova edizione, dopo la tappa a Berlino, attraverserà l'Europa Centrale partendo da Praga, affiancata dal nuovo web-site che potrà fornire utili ragguagli a milioni di persone.

A questo proposito, mi sovviene che, proprio un secolo fa, morì un grande "uomo di lettere" britannico, un uomo che fornì un notevole contributo al rafforzamento della mutua comprensione fra Inghilterra e Italia, e per il quale ho sempre provato la più profonda ammirazione. L'uomo in questione era il critico d'arte e sociologo John Ruskin e mi sembra opportuno menzionarlo perché egli sosteneva che l'Italia ha un ruolo unico da svolgere nell'Europa moderna: secondo lui dev'essere il guardiano della memoria di questo grande continente. Allorché l'industrializzazione e la commercializzazione avessero prodotto i loro effetti più deleteri, diceva, gli animi da ciò afflitti -costretti ormai a ricordare solo metà delle grandi cose di cui la propria cultura era stata capace- sarebbero tornati in Italia con piacere per riscoprire tutto quello che essi avevano perduto. Credo che con ciò affermasse una grande verità - e sarebbe senz'altro felice nel vedere così gran numero di persone riunirsi a Bologna per ricordare cos'è una città, dopo un secolo di scempi e devastazioni.

La stessa Bologna costituisce, notoriamente, una lezione oggettiva di come una città dovrebbe essere, e non solo grazie al suo stupefacente tessuto edilizio medievale e rinascimentale. Essa è l'epitome della città intesa come opera d'arte collettiva nella quale, miracolosamente ai nostri occhi, edifici di tutte le forme e dimensioni, costruiti durante un lungo periodo di tempo da tutte le classi sociali, utilizzando i codici urbani più rudimentali hanno prodotto qualcosa di vivo: un organismo differenziato la cui unità ci appare immediatamente leggibile, così come la bellezza di ciascuna sua parte. L'inizio dello scorso millennio fu segnato da un'ondata di tante opere d'arte collettive: non solo la città, ma anche la cattedrale che si poneva al suo centro; il ventesimo secolo ha sviluppato il singolare concetto di sforzo "collettivo", ma troppo spesso si è trattato di un eufemismo perché i più sono stati soggetti alla dittatura di pochi, con il potere decisionale stretto in un sempre minor numero di mani -mani che hanno la possibilità di estendersi come mai nel passato- ma fuori dalla comune comprensione. Negli ultimi anni abbiamo assistito al risveglio della coscienza individuale e, per quanto ciò possa condurre a un certo individualismo, credo che, se il potere di dar forma all'ambiente è veramente ricondotto nelle mani dei singoli cittadini e se, assieme a questo, si potrà risvegliare un'attiva coscienza civica, allora tutto ciò porterà un enorme beneficio al nostro mondo perché la gente sceglierà nuovamente d'indirizzare la propria voce individuale verso un obiettivo ancora più grande.

Vorrei dire, soprattutto, ai membri di "A Vision of Europe": "State attenti a quello che dice la gente". Non vorrei che la vostra passione per la tradizione si bloccasse e conducesse a una fissazione sulla forma, a spese di quei differenti processi che si sviluppano a livello di base e che fanno e rifanno la città giorno dopo giorno. Dovremmo avere il massimo rispetto per essi e collaborare quanto più possibile. La Tradizione deve essere concepita per vivere e dare nuova vita e nuovo spirito alle nuove generazioni attraverso il suo continuo e appassionante divenire. Nessuno di noi vorrebbe vivere in un museo o, al contrario, dentro un'abitazione sperimentale "moderna"!

Nella maniera migliore "A Vision of Europe" è stata capace di dimostrare che esiste un'altra strada e che essa è assolutamente percorribile, una strada che viene oggi praticata sempre più. É evidentemente possibile costruire nuove città che siano fondate sui principi senza tempo di armonia e bellezza. Io sono orgoglioso e felice di avere svolto un qualche ruolo personale per giungere a questo risultato; non vedo l'ora di fare di più per sostenerlo e sono davvero deliziato di aver avuto la possibilità d'inviare dal profondo del cuore i miei più fervidi auguri a "A Vision of Europe".

 

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INDICE

 

introduzione
S.A.R. IL PRINCIPE DI GALLES
pag. 10

PARTE PRIMA
CARATTERI DELL'ALTRA MODERNITÀ
pag. 15

Gabriele Tagliaventi
NEL SECOLO DELLE IDEOLOGIE E DELL'INNOVAZIONE TECNOLOGICA.
GUIDA ALLA SCOPERTA DELL'ARCHITETTURA POLITICAMENTE SCORRETTA DEL NOVECENTO
pag. 17

Maurice Culot
NATO IN EUROPA
pag. 55

David Watkin
IL CLASSICISMO OGGI: LA QUESTIONE ETICA
pag. 65

Vincent Scully
IMPARARE LE REGOLE PER COSTRUIRE UNA VERA CITTÀ
pag. 81

Pierre Laconte
IL MODELLO DI CITTÀ DELL'ALTRA MODERNITÀ:
ALTA DENSITÀ E TRASPORTO PUBBLICO
pag. 101

Carroll William Westfall
VERITÀ E BELLEZZA NELL'ARCHITETTURA MODERNA
pag. 109

Vittorio Magnago Lampugnani
UN MAESTRO DELL'ALTRA MODERNITÀ
HEINRICH TESSENOW
pag. 117

Stefanos Polyzoides
UNA TIPOLOGIA ARCHITETTONICA DELL'ALTRA MODERNITÀ:
IL CAMPUS UNIVERSITARIO
pag. 135

Greg Castillo
MODERNITÀ, MODERNISMO E LA RICERCA DI UNA POSIZIONE EGEMONICA
pag. 145

Carola Hein
ARCHITETTURA E URBANISTICA NELLO "STILE GIAPPONESE" MODERNO
pag. 151


PARTE SECONDA
OPERE DELL'ALTRA MODERNITÀ
pag. 157

NUOVE CITTÀ
pag. 159

Manuel Iñiguez, Alberto Ustarroz
CITTÀ CON LUCE DI PATIO
DA BRUNETE A VEGAVIANA
pag. 173


NUOVI QUARTIERI E VILLAGGI
pag. 195

Cristiano Rosponi
BORGATA GIARDINO-GARBATELLA
pag. 196

Cristiano Rosponi
CITTÀ-GIARDINO ANIENE
pag. 197

Mihail Moldoveanu
FRANCISCO FOLGUERA E IL PUEBLO ESPAÑOL
pag. 201

Carlo Fabrizio Carli
E 42
pag. 205


SPAZI PUBBLICI
STRADE, PIAZZE, CAMPUS UNIVERSITARI
pag. 213

José Franqueira Baganha
L'ARCHITETTURA DELL'ESTADO NOVO
pag. 225

Benito De Sivo
PIAZZA VANVITELLI A NAPOLI
pag. 233

Guy van Beck
LA DIAGONAL NORTE A BUENOS AIRES
pag. 239


EDIFICI PUBBLICI
MONUMENTI, TEATRI, MUSEI, BIBLIOTECHE, MUNICIPI, PARLAMENTI, MINISTERI, EDIFICI RELIGIOSI E SCOLASTICI
pag. 257

Flavia Fascia
IL PALAZZO DI CITTÀ DI SALERNO
pag. 290

Marino Zancanella
LA BORSA CENTRALE DI AMSTERDAM
pag. 298

Patrizia Morgera
EDIFICI URBANI A LJUBLJANA
pag. 303

Marina Fumo
LA STAZIONE MARITTIMA DI NAPOLI
pag. 304

Marina Fumo
IL BANCO DI NAPOLI
pag. 305

Guy van Beck
IL MONUMENTO ALLA BANDERA DI ROSARIO
pag. 324

Elena Elli
L'UNIVERSITÀ CATTOLICA DI MILANO
pag. 330


INFRASTRUTTURE
STAZIONI FERROVIARIE, COMPLESSI SPORTIVI, MERCATI
pag. 333

Gabriele Tagliaventi
LA STAZIONE FERROVIARIA NELL'ARCHITETTURA DEL XX SECOLO
pag. 335

Carlo Fabrizio Carli
UN CENTRO PER LO SPORT DI MASSA
pag. 355


EDIFICI PRIVATI
ISOLATI RESIDENZIALI, EDIFICI PER UFFICI, COMPLESSI URBANI
pag. 361

Javier Cenicacelaya
MANUEL GALINDEZ E LA SEDE DELLA NAVIERA AZNAR
pag. 363

Matthias Boeckl
L'ALTRA MODERNITÀ NELL'AUSTRIA TRA LE DUE GUERRE MONDIALI
pag. 365

PARTE TERZA
PROTAGONISTI DELL'ALTRA MODERNITÀ
pag. 387

 
 
 
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