Corviale - Roma - A Vision of Europe

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Research > Urban Renaissance


DEMOLIRE IL CORVIALE. 
COSTRUIRE UN NUOVO ECO-QUARTIERE INTEGRATO


FROM CORVIALE TO THE CITY

ROME 2008/14:

A Vision of Europe campaign to demolish Corviale Sub-Urban Slab and build a new Eco-Compact-Neighbourhood

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Masterplan per il Nuovo Eco-Quartiere del Corviale, Roma
Corviale Roma
presentazione del progetto

Convegno Internazionale Regione Lazio
Assessorato Politiche per la Casa

LO SVILUPPO DELLA CITTA' PARTE DALLA PERIFERIA
Roma 2011 Auditorium Ara Pacis Augustae
Corviale Avoe Roma
Dallo Sprawl alla Città Compatta                                                                                                  From Sprawl to Compact
Dedicato ad Adriano Celentano                                                                                          Dedicated to Adriano Celentano:

"là dove c'era l'erba oggi c'è una città" (Il ragazzo della Via Gluck, 1966)

"là dove c'era un mostro di cemento oggi c'è un parco" (A Vision of Europe, 2010)
Corviale Roma Avoe
Corviale Roma Avoe
Il Rinascimento Urbano parte dalle Periferie:
DEMOLIRE IL CORVIALE, COSTRUIRE UN ECO-QUARTIERE
Corviale Roma Avoe
Ogni città italiana ha visto sorgere negli anni 70 del secolo scorso la sua periferia Hard. Le sue stecche e le sue torri simbolo del Brutalismo architettonico allora tanto in voga. La lista è lunga. Ci sono le Lavatrici di Genova, il Gallaratese di Milano, il Pilastro di Bologna, il Laurentino Q38 di Roma, le Vele di Napoli, lo ZEN di Palermo. Ogni città ha la sua periferia e sono centinaia di migliaia, se non milioni, i cittadini italiani costretti a vivere all’interno di scatoloni di conglomerato cementizio armato in ossequio a una sperimentazione finita male.
Il dramma della periferia italiana è tutto in questi “mostri” cementizi, simbolo più che mai di un fallimento architettonico, ambientale, e, prima di tutto, economico, sociale, culturale. Un fallimento che genera ogni anno enormi costi di gestione di edifici non concepiti per durare nel tempo ed enormi costi sociali derivanti dal sentimento di alienazione dei poveri abitanti inscatolati, loro malgrado, in esperimenti urbanistici completamete tramontati.
Altrove, negli Stati Uniti, in Europa, si è iniziato da molti anni a demolirli. Uno dei primi interventi fu la demolizione del famigerato Prutt Igoe di St Louis, poi venne il grattacielozzo della Tour Bleue a Bruxelles, poi le torri di Paternoster Square a Londra, poi le stecche di Marsham Street sempre a Londra, poi le centinaia di stecche e di grattacielozzi che l’ANRU, l’Agence Nationale pour la Renovation Urbaine, demolisce ogni anno in Francia e sostituisce con quartieri urbani a misura d’uomo.
Ma, fino ad oggi, nulla è stato fatto in Italia.
Si era iniziato a demolire le Vele di Scampia a metà degli anni 90, poi più nulla.
Ora, finalmente, arriva una buona notizia da Roma. Si ricomincia a parlare del Corviale.
Simbolo internazionale di quella che in termine tecnico si chiama Slab-Urbia -la periferia “hard”, quella costruita con pesanti lastre -slab- di cemento- il Corviale è una stecca lunga 1 km dove vivono dalla metà degli anni 70 del secolo scorso circa 6000 abitanti. Concepito come un esperimento di Unità d’Abitazione in ritardo di circa 50 anni dalle teorie lecorbuseriane, era già nato “vecchio” e l’obsolescenza dei suoi pannelli cementizi è, più che mai, la metafora dell’obsolescenza di un brutalismo architettonico oggi abbandonato in tutto il mondo.
La demolizione del Corviale e la sua sostituzione con una Eco-Città Giardino, concepita come un quartiere urbano compatto, integrato, accessibile pedonalmente e ricco di spazi pubblici a misura d’uomo, può davvero segnare una nuova fase nella Storia della città italiana.
Dopo il lento declino degli ultimi 60 anni una nuova stagione di Rinascimento Urbano può aprirsi anche in Italia proprio con un’operazione di alto valore sociale e ambientale. Dimostrare che si può riparare un errore, che si può invertire una tendenza negativa e offrire ai cittadini la possibilità di scegliere di vivere in un ambiente urbano armonioso, dotato di piazze e piazzette ispirate alla tradizione della città italiana, ricco di spazi pubblici e di corti verdi dove i bambini possono giocare tranquilli.
La demolizione del Corviale può inaugurare una grande stagione di RINASCIMENTO URBANO, migliorando le condizioni di vita degli abitanti della periferia e contribuendo ad elevare il livello della città italiana. Sviluppando un notevole circolo virtuoso, offrendo lavoro a giovani architetti, ingegneri, piccoli e medi imprenditori, artigiani, artisti, commercianti.
DEMOLIRE IL CORVIALE e COSTRUIRE UN ECO-QUARTIERE INTEGRATO rappresenta la sfida per avviare uno sviluppo ambientale, sociale ed economico che costituisca un modello da imitare in centinaia di luoghi simili in tutto il paese.
Corviale Roma Avoe
Roma, Corviale, 2010
Corviale Roma Avoe
Roma, Corviale: zoom fase 6 dello sviluppo del Masterplan - la stecca è mantenuta come appare oggi
Corviale Roma Avoe
Roma, Corviale: possibile sviluppo finale del Masterplan la stecca è conservata,
ma ristrutturata e interrotta per consentire l'attraversamento di una nuova strada
Corviale Roma Avoe
Roma, Corviale: sviluppo del Masterplan con demolizione completa (fase 7)

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DEMOLIRE
PER RIGENERARE
DEMOLISHING
TO REGENERATE
Slab Urbia Avoe
Slab-Urbia non è Efficiente

Slab-Urbia è definita come la tipica periferia modernista costruita in tutto il vecchio continente nella seconda metà del secolo passato.
Slab-Urbia è oggi in rovina.
Incapace di adattarsi ai cambiamenti, di collegarsi organicamente ai quartieri urbani tradizionali, questi enormi complessi edilizi sono diventati un enorme disastro ambientale, un luogo dove nessuno vuole vivere, un buco nero per le finanze pubbliche.

IL PIÙ GRANDE FALLIMENTO URBANISTICO
DEL XX SECOLO: LE PERIFERIE HARD
Slab-Urbia is not Efficient

Slab-Urbia is defined as the typical modernist periphery built throughout the old continent in the second half of the past century.
Slab-Urbia today is in ruin.
Uncapable of adapting to changes, of organically connecting to the traditional urban neighborhoods, those enourmous building complexes have become today a major environmental disaster, a place where nobody wants to live in, a balck hole for public finances.

THE GREATEST URBANISTIC FAILURE
OF 20TH CENTURY: THE PERIPHERIES HARD
Le Plessis Robinson

Oggi la Città compatta è la migliore soluzione per lo sviluppo sostenibile. La Città Compatta è composta da una federazione organica di eco-quartieri misti. L'eco-quartiere misto è la risposta più efficace in termini di sviluppo sostenibile e di sicurezza urbana.
Gli studi sulle città europee hanno segnalato come le città pianificate sulla base di quartieri misti hanno una migliore performance in termini di trasporto pubblico e di consumo del territorio rispetto alle città mono-centriche caratterizzate dalla tipica struttura: centro – periferia dispersa.

The Compact City is a city made of a federation of organic urban neighborhoods. The mixed-use compact urban neighbourhood is the best solution in terms of environment and safety.
All the researches on European cities demonstrate that cities designed on the compact mixed-use urban neighbourhood base have always a better performance in terms of public transportation and land consumption than mono-centric cities with large sprawl areas.

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Civicarch International Workshop


Universiy of Ferrara, Faculty of Engineering
Via Saragat 1, aula 2, h15

 
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